Addio.
Da qualche giorno non faccio che pensare a quanti "addii" ho detto nella mia vita, per quanto breve possa essere.
Nello specifico, quell' addio mi è rimasto testardamente impresso. Mi è particolarmente caro. O forse particolarmente ostico; non sono ancora riuscita a capirlo...
Parlo di quel giorno, quel maledettissimo giorno in cui, voltandomi, non vedevo altro che le tue impronte dipinte sulla candida neve. Probabilmente, più che essere dipinte, la macchiavano, come quando la china ci scivola sul foglio bianco appena estratto dall' album, così bello e puro finché non viene rovinato da quello schizzo confuso. Tu non c' eri più.. Intorno a me un silenzio assordante, mille volte peggio della sensazione provocata dalla musica sparata a palla. Lì c' ero solo io. E io mi sentivo così piccola e indifesa senza il tuo alito palpitante nell' incavo del mio collo.
Tu, però, non te ne eri andato per davvero. Nel mio cuore il ricordo di te era ancora vivo. Nel mio cuore il ricordo di te è ancora vivo. E lo sarà per sempre.
Sylvie
