mercoledì 20 aprile 2011

Chiamala vita...

Ultimamente non faccio altro che pensare al mio futuro. Non intendo il futuro imminente, a quello ci pensavo quattro anni fa.. Parlo di quello dopo l’ università. Progetto, forse troppo e forse con troppo anticipo. Non c’ è nulla da fare…
Il mio sogno è sempre stato quello di diventare un prestigioso avvocato d’ affari di New York, esattamente lo stereotipo di donna che si legge nei libri della Jacobs, con un marito perfetto, una casa principesca, due bambini amorevoli, tanto shopping, un corpo favoloso e, soprattutto, un lavoro che ama. Ultimamente, però, mi chiedo come si giunga a tutto questo. E se mai ci arriverò… Forse questa vita esiste solo nei libri, e forse è solo lì che sembra perfetta, come è giusto che sia.. Non so, al momento mi sembra tutto così lontano, ed effettivamente è la pura realtà...
Mi chiedo sempre più se sarò in grado di abbandonare la mia famiglia, e con essa il mio Paese, per andare a New York.  Il lavoro nel mio immaginario è sempre stato fondamentale, ma ora mi domando se sia davvero disposta a “sposarmi” con la mia carriera.
Diventerò quella donna che torna a casa solo per Natale  (e spesso nemmeno per quello) sopraffatta dalle estenuanti “litigate” tra avvocati?
Forse non è ciò che sono chiamata a fare…  Sembra assurdo, 14 anni e tanti problemi per quando sarò grande. Eppure il futuro, adesso più che mai, mi spaventa da morire. Non si sente che di giovani disoccupati, giovani che non sanno cosa fare della loro vita, giovani sbandati, giovani PERSI. Forse è proprio quello che mi terrorizza tanto. Sono sempre stata così sicura, ed improvvisamente non so dove sia il nord, né il sud, né l’ est, né l’ ovest… Non posso permettermi uno smarrimento, non se voglio vivere appieno la mia vita…
Forse, però, quello smarrimento sarà l’ unico modo per ritrovarmi..  La distruzione è la solo via per la trasformazione. E allora non posso far altro che lasciarmi risucchiare in questo vortice di magie e vivere quella fiaba chiamata vita
Sylvie