lunedì 28 novembre 2011

Anonimo.

Continuo a guardarti, ma non ti vedo. Guardo quei tuoi bellissimi occhi blu, blu come il mare in pieno inverno, ma non ti vedo più; non vedo più quella persona che ho tanto amato, quella che mi ha fatto ridere e piangere, quella persona che tu non sei più. Mi manchi, lo sai e l’ hai sempre saputo, ma più che mancarmi tu, mi manca quello che eravamo insieme… Quella spensieratezza che solo con te potevo raggiungere, quel sorriso che solo a te potevo donare, quel calore che solo da te potevo ricevere. Mi manca tutto di noi, persino l’ agrodolce rimastomi nel cuore in quella pungente notte d’ inverno. Parlo di quell’ultima notte, tu lo sai… Quella triste notte in cui per la prima volta mi sono accorta che tu non eri più tu, non eri più quel ragazzo con cui avrei trascorso ogni singolo istante della mia vita: improvvisamente eri un estraneo, i tuoi scherzi non erano più così divertenti, il tuo sorriso non era più così bello. Beh, diciamo che il tuo sorriso sarà sempre bello, ma non nella maniera che piaceva a me. Sei cambiato, è normale, ma adesso lo sono anch’ io, e solo ora mi rendo conto che forse il problema non eri tu, ma ero io... Forse quella notte era il mio sorriso a non essere più quello che piaceva a te… Qualunque cosa sia successa, ricordati che ti ho amato con tutta me stessa. 
“Ogni riferimento a fatti e persone è puramente casuale.”
Sylvie

martedì 15 novembre 2011

FINGERE... Fingere di stare bene.


Avete presente quando si finge di stare bene? Intendo quando si sorride agli amici, fiduciosi che quel falso sorriso camuffi perfettamente il vostro dolore; quando si finge di stare bene, fino a quando si diventa talmente bravi da non riuscire più a riconoscere le proprie emozioni, da non riuscire a distinguere quel sorriso ipocritica da quello che nasce dal cuore e che soprattutto RISCALDA il cuore, fino a quando mentire diventa l’ abitudine ed è sempre più difficile aprirsi agli altri e togliersi quella maschera di menzogna. Ci si circonda di persone frivole, di amici falsi, di gente che di fatto potrebbe anche non esistere, ma di cui si desidera disperatamente la compagnia pur di non rimanere soli. E così ci si ritrova circondati da decine di visi familiari, ma allo stesso tempo così sconosciuti, e ci si sente soli. Soli come cani abbandonati; tutte quelle risate appaiono improvvisamente inutili, quelle troppe parole superflue, e quel falso sorriso ritorna a essere quello che realmente è: una bugia, una menzogna, una NULLITA’. Ci si sente morire dentro, e si vorrebbe piangere, ma non si può perché no, no, si sta bene, si sta sorridendo, ma come non si vede?! Improvvisamente si capisce che evitare il dolore riempiendosi la testa di futilità non serve, che non è sufficiente evitare i momenti di solitudine per non rischiare di affondare il dispiacere in una coppa maxi di gelato e in un vecchio film in bianco e nero. No, non basta più...
La sofferenza, così come la malattia, deve svolgere il suo corso; qui, però, l’ unica medicina veramente efficace è il tempo ed è proprio grazie ad esso che quelle ore interminabili cominceranno ad apparire sempre meno lunghe… ma prima bisognerà sentirsi morire. Morire dentro.
Sylvie



lunedì 14 novembre 2011

Here we go again...

Un mondo spensierato si presenta ai miei occhi. Un mondo di gioia, di felicità, di amicizia, e di solidarietà; eppure c’ è un tassello del mosaico che continua a mancare: il tassello dell’ amore. Il migliore, a dirla tutta… Sono qui, corpo, anima e mente, ogni singola cellula del mio corpo non desidera che questo, anzi: non ha desiderato che questo per molto tempo… Eppure c’ è quel senso di solitudine che non mi abbandona, pur sapendo che ci sono amici fantastici che, in realtà, mi fanno sentire tutt’ altro che sola; mi manca, però, quel “siamo in due ora”, quella sensazione indescrivibile di felicità, quella voglia di vivere senza paura di farlo. Più di ogni altra cosa ho paura di soffrire (ancora) e di rimanere delusa (per l’ ennesima volta)... Non si dovrebbe fare, io stessa ho consigliato più volte di non aggrapparsi al “non amo così non soffro”, ma è molto più facile a dirsi che a farsi… Eh sì, snobbare l’ amore per evitare il dolore non dovrebbe rientrare nei piani di nessuno, per quanto le cicatrici di un precedente tradimento (o non) possano essere profonde.
Bisogna proprio ammetterlo: l’ uomo è nato per amare e non troveremo mai (o almeno penso…) un modo per modificare la situazione.
Sylvie