Faceva caldo, molto caldo... Fasciata da un candido abito bianco, infradito dondolanti tra le dita delle mani, passeggiavo lungo il bagnasciuga con un paio di amiche. Ad un tratto qualcosa, o meglio qualcuno, attirò la mia attenzione: un ragazzo in jeans e t-shirt se ne stava seduto con un libro tra le mani; era bello da impazzire. Rimasi incantata davanti a tanta meraviglia; poi, con mio grande imbarazzo, mi accorsi che anche lui mi osservava incuriosito. Abbandonò il libro sulla sabbia rovente e mi si avvicinò con passo sicuro. <<Ciao… Come ti chiami?>> esordì. <<Sylvie, e tu?>> risposi con aria timida. <<Sono Simone, piacere!>> si presentò. Da lì fu subito amore. Scoprii che abitava a un passo da me, proprio in quella meravigliosa villa che da sempre amavo. Prendemmo appuntamento per il giorno seguente. Passò da casa mia per poi portarmi sulla cima di una collina: la vista era mozzafiato; rimasi con la bocca spalancata per lo stupore, senza parole. <<Vengo spesso qui, sai? Mi aiuta a riflettere, a schiarirmi le idee…>> mi disse. <<Ah sì?!>> risposi, incapace di aggiungere altro. Guardai quel viso dai tratti classici, i profondi occhi azzurri, i capelli biondi che parevan dorati. Non avevo mai visto tanta bellezza in vita mia.
Quella sera, mano nella mano, passeggiammo per le antiche vie del paese, lo sguardo perso nell’ immensità del cielo blu. Guardavamo le stelle, guardavamo quanto fossero belle, quanta luce fossero in grado di emanare. Lo conoscevo da meno di un giorno, ma era come se fosse da sempre...
Il tempo volò. Passarono quasi 60 giorni, ma io non me ne resi conto...
L’ ultimo era ormai arrivato. L’ indomani sarei partita e non avrei fatto ritorno per almeno un anno. Il mio cuore urlava, era a pezzi. Lacerata da un dolore mai provato prima, avrei fatto qualsiasi cosa pur di non salutarlo; avrei fatto qualsiasi cosa pur di non dirgli addio...
Ci trovammo in riva al mare; lui era già lì che mi aspettava. Le nostre dita si intrecciarono. Ci guardammo a lungo negli occhi, poi mi cinse la vita con una presa cauta, quasi insicura, ma allo stesso tempo così forte… Mi scostò delicatamente i capelli dal viso e, con estrema dolcezza, posò le sue labbra nell’ incavo del mio collo. Un brivido mi percorse la schiena. Mi ancorai a lui e respirai a fondo il suo profumo dolciastro. Era l’ ancora della mia felicità; senza di essa non avrei più visto i colori, solo un triste mondo in bianco e nero. Infine mi sussurrò all’ orecchio: <<Ciao piccola… Ci sentiamo…>>. Sapevo che non sarebbe stato così. Non poteva essere così. Non doveva essere così. In risposta abbozzai un debole sorriso. Si allontanò. Si girò a guardarmi e mi sorrise. E poi più nulla. Caddi a terra, la sabbia mi bruciava sotto la schiena, ma non ci feci caso; calde lacrime mi rigarono il viso e, lasciandomi cullare dall’ infrangersi delle onde contro gli scogli, richiamai alla mente il suo viso. E ancora una volta rimasi stupita davanti a tanta meraviglia.
Sylvie
